Fondo manoscritti

La raccolta dei manoscritti è costituita da circa 3000 volumi, divisi attualmente in tre fondi, manoscritti in alfabeto latino, in alfabeto greco e in alfabeti orientali. I manoscritti hanno storicamente provenienze varie.

Manoscritto Tommaso d'Aquino Expositiones in quattuor Evangelia. Secoli XI e XII

I manoscritti del convento di Sant'Agostino

Il nucleo originario della Biblioteca Angelica è costituito dai manoscritti del convento di Sant'Agostino, in parte donati dagli stessi frati, in parte da nobili romani, benefattori del convento. Tra di essi, il più munifico fu Guglielmo d'Estouteville (1412-1483). Recano il suo stemma i manoscritti Expositiones in quattuor Evangelia di Tommaso d'Aquino e i manoscritti riferibili allo scorcio del secolo XI o all'inizio del XII, Enarrationes in Psalmos di Sant'Agostino. Dal punto di vista della ricchezza e varietà dei materiali, una delle raccolte più importanti è quella donata dal Priore Generale dell'Ordine degli Agostiniani Egidio da Viterbo (1469-1532); suo è il dizionario di lingua ebraica, nonché i primi manoscritti greci che la biblioteca conventuale accolse.

 

I manoscritti di Angelo Rocca (1545-1620)

Il fondatore della Biblioteca, Angelo Rocca, ebbe una raccolta di manoscritti cospicua, che si andò ad aggiungere  a quella del convento agostiniano. Dalla sua biblioteca proviene lo  splendido graduale-tropario di secolo XI, vergato in area bolognese, con miniature di scuola ottoniana e notazione neumatica adiastematica. Forse dalla biblioteca di Angelo Rocca proviene l'Erbario attribuito a Gherardo Cibo, il più antico hortus siccus esistente.

 
Manoscritto Graduale-tropario. Secolo XI
Manoscritto Evangelistario. Secolo X

I manoscritti di Domenico Passionei (1682-1761)

La più consistente raccolta di manoscritti proviene dalla biblioteca di Domenico Passionei, acquistata nel 1762. Da lui provengono anche alcuni tra i manoscritti più importanti del fondo angelicano: l’opera di Pietro da Eboli De balneis Puteolorum et Baiarum, l’Evangelistario del secolo X, il codice B delle Storie di Erodoto,  l’autografo degli scoli di Demetrio Triclinio a Euripide,o dei Ragionamenti del mio viaggio intorno al mondo di Francesco Carletti.
Il più antico manoscritto dell’Angelica, Liber memorialis dell’abbazia di Remiremont, del secolo IX, proveniente dal convento degli agostiniani dell’Aquila, sembra essere pervenuto entro la fine del secolo XVIII.

 

I manoscritti di Santa Maria del Popolo

Nel 1849, in seguito ai disordini derivati dall’instaurazione della Repubblica Romana, i libri del convento agostiniano di Santa Maria del Popolo furono portati all’Angelica e vennero fusi con il suo patrimonio librario. Tra di essi erano anche i libri di Niccolò vescovo di Modrussa.

 
 Manoscritto Marsilius Ab Ingen, Quaestiones super libros Aristotelis de Generatione et Corruptione et alia philosophica. Secolo XV
Manoscritto [Chacon Alonso] [Raccolta di incisioni esistenti a Roma e in altre città d'Italia]. Secolo XVI

I manoscritti della famiglia Massimo

Nel 1883, la Biblioteca Angelica acquisì i libri della biblioteca privata della famiglia Massimo, tra i quali 183 manoscritti. Tra essi la raccolta di antiquaria di Alonso Chacon.

 

Le acquisizioni del XIX-XX sec.

Acquisizioni recenti sono costituite soprattutto da documenti sciolti, raccolte di lettere e autografi dei secoli XIX-XX. Tra questi, gli autografi, in dialetto romanesco, di Giggi Zanazzo (1860-1911).

Circa 24.000 fogli sciolti, costituiscono i carteggi di Domenico Gnoli e di Felice Barnabei e Arnaldo Bocelli.

 

Lettera di Aldo Palazzesci a Arnaldo Bocelli, 15 aprile 1955

 

Per una storia del fondo

E. Sciarra, Breve storia del fondo manoscritto della Biblioteca , in «La Bibliofilia» 111, 3, 2009, pp. 251-281 (scarica l'Indice dei Manoscritti citati).

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