Fondo della famiglia Massimo

Ritratto di Camillo Carlo Alberto Massimo, 1836-1921

Parte della raccolta libraria appartenuta alla Famiglia dei Principi Massimo fu acquistata dalla Biblioteca Angelica di Roma alla fine del XIX secolo, e precisamente tra il 1883 e il 1884, per interessamento dell'allora direttore, Ettore Novelli. Si tratta in particolare di 171 opere manoscritte e di 428 opere a stampa, materiale librario e documentario relativo ai secoli XVI-XIX, particolarmente raro e prezioso, interessante testimonianza storica della vita sociale, politica e culturale di Roma. Il nucleo più antico, circa una ventina di opere manoscritte, provengono dalla biblioteca del Cardinale Camillo II Massimo (1620-1677), personaggio di primissimo piano nel panorama artistico e culturale della Roma barocca, appassionato ricercatore di statue, di epigrafi, di monete, di disegni e naturalmente di libri.

Alonso Chacon, [Raccolta di iscrizioni esistenti a Roma e in altre città d'Italia], sec. XVI

Tra i manoscritti a lui appartenuti, presenti ora in Angelica, sono da segnalare la Raccolta di iscrizioni esistenti in Roma e in altre città  d'Italia, opera di Alonsius Ciacconius del sec. XVI, ricchissima di disegni, e per la sua singolarità, la Raccolta di immagini di divinità messicane, giapponesi e indiane, probabilmente acquistato dal Cardinale Camillo durante l'epoca della sua nunziatura in Spagna; disegnato su fogli di carta di riso, costituisce una rarissima testimonianza della civiltà e religiosità dell'America precolombiana.

 

 

[Raccolta di immagini di divinità messicane, giapponesi e indiane], sec. XVII

Il Fondo della famiglia Massimo comprende inoltre, oltre ai libri che erano appartenuti al Cardinale Camillo, quei testi che i suoi discendenti, appassionati di cose artistiche e medioevali e di tutto ciò che poteva dare lustro alla loro famiglia, avevano acquistato nelle aste pubbliche e da librai antiquari di Roma e all'estero.